Come trovare un grande aiuto anche nelle piccole cose.

Polpo in pentola a pressione

No, no e no. Tra tutte le cose che mi appassionano non ho mai avuto la cucina e, presumibilmente mai l’avrò!

Il motivo? Semplice: i tempi. L’elettronica, il modellismo, la musica…hanno tutti dei tempi ed anche molto ben precisi e scanditi (nella musica poi…). La cucina è differente. Nella cucina i tempi non puoi leggerli su uno spartito e non puoi ignorarli.

Se indugi col saldatore su una resistenza, la bruci e ciccia. Cambi la resistenza, fai più attenzione e te la cavi con poco.

In cucina, se indugi col fuoco dai fumare l’olio, bruci il soffritto o fai attaccare il sugo. Se ti distrai, ed io sono il principe, no, il re, no meglio, profeta dei distratti, in cucina paghi salato… e non piace a nessuno pagare salato.

Ecco perché la cucina non potrà mai essere una mia passione…almeno fintanto che io non riuscirò a trovarci quel “bello” che mi distrarrà sulla cucina più di ogni altra cosa.

Una passione che invece ho tra le altre, più delle altre è la mia “colonia” per usare un termine molto usato nel film Ratatouille.

Piccola anzi, direi minimale ma…pure sempre preziosa. La base di partenza, ecco.

Ecco, infine, perché scrivo questo post ovvero, come trovare un grande aiuto anche nelle piccole cose

Dicevamo, avendo molto a cuore la mia colonia ho capito che non posso sottrarre alcune attenzioni ad essa. Purtroppo la mia “incapacità” di provvedere in maniera “spigliata” ad una cena mi pone in grandissima difficoltà. Non sapere quanto tagliare grandi dei pezzi di fungo e non potendolo leggere su internet…non si può presentarsi col tagliere e chiedere “va bene così?”

L’alternativa sarebbe saperlo…ma io, dopo averlo appreso…lo cancello dalla mia memoria. Perché? Semplice: non è una mia passione.

Ho deciso, allora, di porre una sorta di rimedio a questa “carenza” piuttosto bloccante. Si perché, laddove avessi la capacità di “annotare” o ricordare le caratteristiche delle cose che cucino… dimentico sempre e comunque ciò che ho cucinato. Questo comporta che manco di riferimenti per eventuale spesa da fare piuttosto che varietà di cose da cucinare ed alternare. Eh si perché, sapersi proporre per qualcosa di differente da una pasta in bianco…a volte può salvare la vita piuttosto che semplicemente far sentire qualcuno “alleggerito” del peso di pensare a cosa fare per cena…ed in questi giorni un po’ frenetici…non è poco.

Il passo successivo, quindi, non sarà un libro di ricette bensì un menù. Si, un elenco delle cose cucinate con qualche riferimento tecnico. Il tutto potrà darmi, guardando indietro, idee per cose da preparare piuttosto che cose da comprare per prepararle. Il risultato potrebbe essere qualcosa di piuttosto semplice… ma spesso, la semplicità da serenità, e questa è cosa buona.

Per cominciare partiremo dal menù di questa sera (almeno per quanto riguarda le cose cucinate a cui io ho preso parte).

Primo: Riso integrale cotto in padella con condimento di asparagi, zucchine, cipolla e curry.

Ok, lo confesso…a questo a pensato interamente Mao…ma io me lo segno lo stesso…sia mai che riesca a rifarlo, un dì?

Secondo: petto di pollo a pezzetti, infarinato e buttato in un soffritto leggero di cipolla con pezzetti di olive di Gaeta.

Ricorda! Soffriggere poco. Non serve un’infinità. A seguire, lanci i pezzi di pollo infarinato, fai andare un po’ e via.

Contorno: funghi prataioli bianchi (champignon), tagliati a pezzetti non piccoli sennò si seccano, rimpiccioliscono, spariscono e si bruciano.  Se siete proprio incapaci, tagliateli grandi come un dado da gioco. Almeno così non vi si bruceranno in padella. Metteteci l’olio (nella padella), dell’aglio (secondo gusto e resistenza di amici, colleghi e parenti al vostro fiato o di voi a loro) e se ce (e se riuscite anche a trovarlo nel frigo), del prezzemolo lavato (nota per i maschi), e sminuzzato.

Nota per i maschietti incapaci come me: sminuzzato…significa…tagliuzzarlo in pezzi grandi come francobolli…ma va bene anche se sono un po’ più grandi insomma…non state lì col cerchiometro a vedere se sono a misura. Ho rischiato il C.I.M. per aver tagliato un chilo di patate da friggere, tutte uguali in misura, lunghezza, sezione e peso…iniziato a lavorare alle 19.00 di sera, mangiato alle 21.00! Inevitabile che il gusto della patatina fosse stato sommerso dalla bile per il ritardo.

Se ci sparate un’insalata, beh, male non fa ma, maschietti imbranati ricordate: fare l’insalata richiede del tempo. Non tanto o poco ma, semplicemente del tempo; questo significa che se volete farla dovrete considerarla. Perché sennò, per lavare l’insalata e tenere a bada i funghi che si smaterializzano nella padella mentre qualche centimetro più in la il pollo si trasforma in ossidiana potrebbe non essere cosa semplice…ripeto, specie se siete imbranati come me.

La parte più difficile di tutto questo bellissimo gioco sta nel trovare l’equilibrio tra tempi, temperature e quantità ma, avevo avvertito…questo è un “corso di menu variegato propedeutico alla spesa al supermercato” e non un corso di cucina.

In ultimo, non dimenticate di pulire mentre cucinate. Sarà più lieve la fatica alla fine della cucinata

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