Liberi di essere diversi o diversamente liberi?

Liberi di essere diversi o diversamente liberi

Vi siete mai chiesti cosa significhi essere liberi?

La prima cosa che viene in mente, credo, è la libertà fisica: o sei un prigioniero o sei libero.

Poi c’è la libertà fisica e quella psichica, direi.

C’è chi si sente libero pur stando in gabbia e chi, pur stando all’aria aperta si sente prigioniero come Fortunato, il protagonista del racconto “Il barile di Ammontillado” di E.A. Poe.

Forse, il carburante di tutta la nostra vita è costituito dal bisogno di dimostrarsi liberi o prigionieri o, peggio, di dimostrarlo agli altri.

Liberi da una fede religiosa o prigionieri di un amore. Liberi dal peccato o prigionieri di una fede calcistica.

Liberi di non avere orari o prigionieri di una famiglia. Liberi di essere felici sapendo che hai a casa una moglie e qualche bimbetto che ti terrà sveglio di notte.

Liberi di amare un compagno/compagna ma prigionieri del corpo sbagliato (secondo il pensiero di alcuni).

Liberi di mangiare quello che si vuole, ma anche di non mangiare ciò che tutti mangiano da una vita.

Liberi di non portare un Burka, ma prigionieri di non sopportane la vista addosso ad altre.
Perché non riusciamo più semplicemente ad essere qualcosa che non deve “necessariamente” essere assimilabile ad un pensiero comune? Perché non lasciamo che le affinità ci selezionino in gruppi, spontaneamente, lasciando incolume chi non è stato selezionato come nostro simile?

Perché non si può essere liberi di aiutare chi la pensa diversamente da te senza pretendere la sua affiliazione come atto di riconoscenza.

Perché tutto deve finire in un conflitto dal quale uscirà vivo solo uno.

Liberi di essere diversi o diversamente liberi?

Liberi di pensare ma non di scegliere?

Ogni volta che si fa una scelta diversa dalla media, bisogna sempre cercare tonnellate di libri o di studi che appoggino la propria tesi: testi scientifici, religiosi, storici.

Astemio, odio il calcio e tento di diventare veg*. Riuscireste ad immaginare una persona a cui chiedono più “perché”?

Che poi, ogni tanto, un perché ci sta anche bene, in nome della curiosità…ma guardarti come se fossi coprofago chiedendosene il perché, questo non credo sia normale.

2 comments

  • Max

    L’anticonformismo non esiste, altro non è che conformismo ad altro ovvero “alterconformismo”.

  • In realtà, l’anticonformismo esiste eccome. Dura il tempo che passa dal primo al secondo che sposi la causa, ma esiste.

    Storia differente sulla bontà o meno del fenomeno. Spesso, non conformandosi si da inizio ad un processo che a volte genera progresso.

Leave a Reply